Da molto tempo avrei voluto rispondere a questo topic, ma il tempo è sempre tiranno...
Nel frattempo speravo che qualcuno della zona rispondesse, dato che la situazione della ferrovia non è delle piü rosee.
Infatti pochi mesi fa ho fatto una veloce visita nella zona, ed ho visto dei peggioramenti rispetto alla mia gita precedente e risalente al 2000.
Avrei piacere anch'io ad avere delle
notizie sugli ultimi sviluppi della ferrovia che mi risulta interrotta per lavori viabilistici da Bibbiena al capolinea di Stia, mentre per quel che riguarda
storia e caratteristiche, provo a condensare uno scritto che purtroppo non ho in file e che mi renderebbe il lavoro piü veloce!!
Un Regio Decreto del 1883 concesse la costruzione di una linea a scartamento 950 mm che partendo da Arezzo si spingeva verso l'alta valle dell'Arno, nel tentativo di creare un collegamento con Cesena e Forli', già argomento di numerosi studi nel periodo. Quasi subito la concessione veniva acquistata dalla
Società Veneta per Imprese e Costruzioni Pubbliche che in pochi anni realizzava la ferrovia in scartamento ordinario completando i 44 km tra Arezzo e Stia con pendenze massime del 14per mille e rotaie da 27,6 kg al metro. Nei primi anni di esercizio le
vaporiere che prestarono il loro servizio furono quelle dei gruppi SV 24 e 25, coadiuvate da altre dei gruppi similari.
Per quel che riguarda
l'altro ramo, da Arezzo Pescaiola a Sinalunga, questo fu progettato ed eseguito dalla società milanese
L'Ausiliare, ma completato dalla società "La Ferroviaria Italiana" che ne subentra e completa i lavori lungo i 39,5 km con pendenze limitate al 10 per mille e con rotaie da 36 kg per metro.
Nei primi anni '30 viene realizzata l'elettrificazione delle tratte e il collegamento tra Pescaiola ed Arezzo, che permette di mettere in comunicazione le due importanti linee FS dell'entroterra toscano, che da Firenze e da Empoli rispettivamente, si riuniscono a Chiusi.
Quindi la
fornitura di materiale elettrico fu costituito in principio da 5 elettromotrici costruite da SACFEM per la meccanica e dalla TIBB per la parte elettrica, dotate di 4 motori per una potenza di 125 kW.
Le linee subirono gravissimi danni durante la Seconda Guerra Mondiale, ma con l'aiuto di influenti autorità politiche della zona, fu possibile una completa ricostruzione ed una ripresa del servizio già nel 1950 su entrambe le linee.
Il servizio era assicurato dalle
vaporiere dei gruppi SV 31 e 32, ma non bastando esse al traffico richiesto, fu necessario
noleggiare altre vaporiere dalla Ferrovie del Sud-Est e dalle FS alcune del gruppo 835. Inoltre furono noleggiate anche delle automotrici del gruppo ALn 772 in attesa che venisse elettrificata anche la tratta per Stia, dopo che nel 1954 la
società LFI ottenne la concessione della tratta precedentemente esercita dalla Società Veneta.
Dato che negli anni a seguire la motorizzazione privata mise subito in difficoltà la gestione dell'esercizio ferroviario, la direzione aziendale cercö di ridurre le spese al minimo rivolgendosi verso
acquisizioni di materiale elettrico di seconda mano.
Arrivarono cosi' sui binari toscani le elettromotrici dei gruppi E623 ed E624, carrozze Corbellini riadattate e alcune munite pere di cabine di comando, locomotive diesel del gruppo D341, ex prede belliche, il Ne 700.003 è ancora ammirabile in deposito, elettromotrici delle Ferrovie e Tranvie Vicentie e della ferrovia Casalecchio - Vignola, fino ad arrivare ad alcuni locomotori del gruppo E626 delle FS ed ad alcuni binati delle ferrovie belghe, il tutto riattato con l'aiuto della ditta FERVET.
Nel 1988, dopo che la concessione alla LFI era scaduta, il gestore diventa commissariale, e
la denominazione diventa Ferrovia Stia Arezzo Sinalunga (FSAS) e cominciano i lavori di rifacimento, anche se con molte incertezze.
L'armamento viene rinnovato e le rotaie sono ora tutte da 50 kg per metro, fabbricati ed impianti vengono potenziati, vengono posati nuovi segnali luminosi ed attrezzato tutto il percorso con il blocco conta assi, con il controllo degli incroci affidato al capotreno.
Pochi anni dopo (1993-4??)
la denominazione cambia ancora e torna la "vecchia" LFI che prosegue l'ammodernamento e mantiene un buon tenore di traffico per quanto riguarda i treni passeggeri, potenziando il traffico merci soprattutto nella tratta verso Stia, dotata di numerosi raccordi con ditte siderurgiche e petrolifere della zona.
In seguito si cerca di
migliorare ulteriormente il servizio eliminando diversi PL, automatizzando altri e dotando le stazioni di incroci di segnali luminosi di tipo FS che sostituiscono altri obsoleti. Si giunge anche a progettare e realizzare delle varianti di tracciato, soprattutto nella zona di Calbenzano e tra Rassina e Bibbiena, sono addirittura presenti dei tentativi di raddoppio, in diversi tratti tra Arezzo e Rassina, ma le difficoltà aumentano e la situazione non decolla. Nel 2000 la ferrovia è ancora ben esercita, e si profila uno sviluppo commerciale che coinvolge anche le tratte vicinali delle ex FS dato che la privatizzazione dei servizi dovrebbe alimentare la concorrenza. Ma purtoppo a tutt'oggi non si vedono che diversi peggioramenti della situazione generale, nonostante
l'arrivo di 4(?) complessi Minuetto elettrici, denominati Elfi.
La progressiva automazione dell'esercizio, con l'attivazione del
Dirigente Centrale Operativo(DCO) nella stazione di Pescaiola, che prende il posto della Dirigenza Unica, comporta lo stato di un incipiente abbandono di tutti gli altri impianti, anche quelli sede di incrocio. Il materiale, trovato con una livrea molto colorata e pulita nel 2000, è tutto graffittato e non ripulito, forse perchè è prevista la sua progressiva sostituzione con altri Elfi in arrivo, ma anche questi ultimi si "fregiano" di alcune opere, ripulite alla meno peggio...
Infine
il servizio merci...è quasi totalmente sparito, non ci sono piü in orario i merci feriali presenti pochi anni fa, segno che son diventati dei facoltativi, e dulcis (sarebbe meglio dire amaro) in fundo si ha un'interruzione della linea a Rassina dall'inizio di quest'estate, per permettere la costruzione di una non ben definita rotonda stradale appena fuori l'abitato di Bibbiena.
Quest'ultimo particolare non vorrei che fosse l'inizio di una
sciagurata fase di abbandono di una tratta tra le piü belle delle linee LFI, ma che evidentemente non ha piü possibiltà di fornire introiti sufficienti al suo mantenimento.
Allego due foto scattate nel mio ultimo giro sperando di far felice chi aveva chiesto notizie di queste linee, ma augurandomi che qualcun altro abbia notizie piü fresche...e magari piü positive delle mie!!!
Saluti Casentinesi a tutti.