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La Ferrovia Del Casentino
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Messaggio La Ferrovia Del Casentino 
 

Gentilissimi Amici,
                               scusate se disturbo un attimo, della Vostra attenzione.
Desidero per cortesia, avere delle notizie sulla ferrovia Pratovecchio Stia- Arezzo-Sinalunga.
Mi occore sapere i mezzi di trazione, come è costruita la linea, con quale armamento, la lunghezza del suo itinerio.
Grazie a tutti.
Con Amicizia.
Angelo

PS. anche abitando in Piemonte, questa linea mi interessa molto, dato che mia moglie è toscana, di Siena
 




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Marchese Angelo
 
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Messaggio Re: La Ferrovia Del Casentino 
 
Da molto tempo avrei voluto rispondere a questo topic, ma il tempo è sempre tiranno...
Nel frattempo speravo che qualcuno della zona rispondesse, dato che la situazione della ferrovia non è delle piü rosee.
Infatti pochi mesi fa ho fatto una veloce visita nella zona, ed ho visto dei peggioramenti rispetto alla mia gita precedente e risalente al 2000.
Avrei piacere anch'io ad avere delle notizie sugli ultimi sviluppi della ferrovia che mi risulta interrotta per lavori viabilistici da Bibbiena al capolinea di Stia, mentre per quel che riguarda storia e caratteristiche, provo a condensare uno scritto che purtroppo non ho in file e che mi renderebbe il lavoro piü veloce!!

Un Regio Decreto del 1883 concesse la costruzione di una linea a scartamento 950 mm che partendo da Arezzo si spingeva verso l'alta valle dell'Arno, nel tentativo di creare un collegamento con Cesena e Forli', già argomento di numerosi studi nel periodo. Quasi subito la concessione veniva acquistata dalla Società Veneta per Imprese e Costruzioni Pubbliche che in pochi anni realizzava la ferrovia in scartamento ordinario completando i 44 km tra Arezzo e Stia con pendenze massime del 14per mille e rotaie da 27,6 kg al metro. Nei primi anni di esercizio le vaporiere che prestarono il loro servizio furono quelle dei gruppi SV 24 e 25, coadiuvate da altre dei gruppi similari.
Per quel che riguarda l'altro ramo, da Arezzo Pescaiola a Sinalunga, questo fu progettato ed eseguito dalla società milanese L'Ausiliare, ma completato dalla società "La Ferroviaria Italiana" che ne subentra e completa i lavori lungo i 39,5 km con pendenze limitate al 10 per mille e con rotaie da 36 kg per metro.
Nei primi anni '30 viene realizzata l'elettrificazione delle tratte e il collegamento tra Pescaiola ed Arezzo, che permette di mettere in comunicazione le due importanti linee FS dell'entroterra toscano, che da Firenze e da Empoli rispettivamente, si riuniscono a Chiusi.
Quindi la fornitura di materiale elettrico fu costituito in principio da 5 elettromotrici costruite da SACFEM per la meccanica e dalla TIBB per la parte elettrica, dotate di 4 motori per una potenza di 125 kW.
Le linee subirono gravissimi danni durante la Seconda Guerra Mondiale, ma con l'aiuto di influenti autorità politiche della zona, fu possibile una completa ricostruzione ed una ripresa del servizio già nel 1950 su entrambe le linee.
Il servizio era assicurato dalle vaporiere dei gruppi SV 31 e 32, ma non bastando esse al traffico richiesto, fu necessario noleggiare altre vaporiere dalla Ferrovie del Sud-Est e dalle FS alcune del gruppo 835. Inoltre furono noleggiate anche delle automotrici del gruppo ALn 772 in attesa che venisse elettrificata anche la tratta per Stia, dopo che nel 1954 la società LFI ottenne la concessione della tratta precedentemente esercita dalla Società Veneta.
Dato che negli anni a seguire la motorizzazione privata mise subito in difficoltà la gestione dell'esercizio ferroviario, la direzione aziendale cercö di ridurre le spese al minimo rivolgendosi verso acquisizioni di materiale elettrico di seconda mano.
Arrivarono cosi' sui binari toscani le elettromotrici dei gruppi E623 ed E624, carrozze Corbellini riadattate e alcune munite pere di cabine di comando, locomotive diesel del gruppo D341, ex prede belliche, il Ne 700.003 è ancora ammirabile in deposito, elettromotrici delle Ferrovie e Tranvie Vicentie e della ferrovia Casalecchio - Vignola, fino ad arrivare ad alcuni locomotori del gruppo E626 delle FS ed ad alcuni binati delle ferrovie belghe, il tutto riattato con l'aiuto della ditta FERVET.
Nel 1988, dopo che la concessione alla LFI era scaduta, il gestore diventa commissariale, e la denominazione diventa Ferrovia Stia Arezzo Sinalunga (FSAS) e cominciano i lavori di rifacimento, anche se con molte incertezze.
L'armamento viene rinnovato e le rotaie sono ora tutte da 50 kg per metro, fabbricati ed impianti vengono potenziati, vengono posati nuovi segnali luminosi ed attrezzato tutto il percorso con il blocco conta assi, con il controllo degli incroci affidato al capotreno.
Pochi anni dopo (1993-4??) la denominazione cambia ancora e torna la "vecchia" LFI che prosegue l'ammodernamento e mantiene un buon tenore di traffico per quanto riguarda i treni passeggeri, potenziando il traffico merci soprattutto nella tratta verso Stia, dotata di numerosi raccordi con ditte siderurgiche e petrolifere della zona.
In seguito si cerca di migliorare ulteriormente il servizio eliminando diversi PL, automatizzando altri e dotando le stazioni di incroci di segnali luminosi di tipo FS che sostituiscono altri obsoleti. Si giunge anche a progettare e realizzare delle varianti di tracciato, soprattutto nella zona di Calbenzano e tra Rassina e Bibbiena, sono addirittura presenti dei tentativi di raddoppio, in diversi tratti tra Arezzo e Rassina, ma le difficoltà aumentano e la situazione non decolla. Nel 2000 la ferrovia è ancora ben esercita, e si profila uno sviluppo commerciale che coinvolge anche le tratte vicinali delle ex FS dato che la privatizzazione dei servizi dovrebbe alimentare la concorrenza. Ma purtoppo a tutt'oggi non si vedono che diversi peggioramenti della situazione generale, nonostante l'arrivo di 4(?) complessi Minuetto elettrici, denominati Elfi.
La progressiva automazione dell'esercizio, con l'attivazione del Dirigente Centrale Operativo(DCO) nella stazione di Pescaiola, che prende il posto della Dirigenza Unica, comporta lo stato di un incipiente abbandono di tutti gli altri impianti, anche quelli sede di incrocio. Il materiale, trovato con una livrea molto colorata e pulita nel 2000, è tutto graffittato e non ripulito, forse perchè è prevista la sua progressiva sostituzione con altri Elfi in arrivo, ma anche questi ultimi si "fregiano" di alcune opere, ripulite alla meno peggio...
Infine il servizio merci...è quasi totalmente sparito, non ci sono piü in orario i merci feriali presenti pochi anni fa, segno che son diventati dei facoltativi, e dulcis (sarebbe meglio dire amaro) in fundo si ha un'interruzione della linea a Rassina dall'inizio di quest'estate, per permettere la costruzione di una non ben definita rotonda stradale appena fuori l'abitato di Bibbiena.
Quest'ultimo particolare non vorrei che fosse l'inizio di una sciagurata fase di abbandono di una tratta tra le piü belle delle linee LFI, ma che evidentemente non ha piü possibiltà di fornire introiti sufficienti al suo mantenimento.
Allego due foto scattate nel mio ultimo giro sperando di far felice chi aveva chiesto notizie di queste linee, ma augurandomi che qualcun altro abbia notizie piü fresche...e magari piü positive delle mie!!!
Saluti Casentinesi a tutti.   
 



 
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Messaggio Re: La Ferrovia Del Casentino 
 
Non so se porto notizie positive, comunque la situazione non mi sembra così drammatica. Innanzitutto c'è da dire che la velocità commerciale è davvero penosa, in alcune tratte si toccano i 70km/h nonostante la linea sia a tratti ricostruita da zero. I 4 Minuetti fanno la loro porca figura, purtroppo però ne vengono utilizzati solo una coppia per volta, uno per linea, gli altri due se ne rimangono in deposito (uno ad Arezzo ed uno a Pescaiola). Principalmente questa linea soffre per i tempi commerciali poco accattivanti, per le fermate lontane dai punti strategici di raccolta e soprattutto per la pochezza dell'offerta. Rimane ottima per studenti e pendolari che operano lungo la linea ma per gli altri... Inoltre non si intravede uno sbocco per la linea del Casentino, ipotesi ciclicamente discussa (ma solo sulla carta) di collegare Stia verso l'area fiorentina o meglio ancora la Romagna. Per quanto concerne i rallentamenti in prossimità di Bibbiena rassicurerei tutti, infatti sono dovuti alla realizzazione della nuova circonvallazione che pare sia a buon punto. Entrando a Bibbiena infatti la galleria ferroviaria è a regime. E' un peccato non veder sbocciare questo fiore, questa supenda linea immersa nel verde con i suoi treni silenziosissimi e la catenaria (anch'essa verde) che si mimetizza con la macchia circostante. Dà proprio l'idea della ferrovia che va daccordo con l'ambiente... Ad ogni modo sulla mia pagina di YouTube c'è qualche video proprio dedicato ai Minuetti sulla Arezzo-Stia, appena posso ne farò qualcuno più decente:
Click here!

Oppure cercate "arezzo" e "elfo", ci sono 5 video al momento!
 




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"Non è vero che si va solo a piedo o a cavallo, c'è anche un altro modo, come?"
"Col treno!"
"Bravo!"
http://snipurl.com/6wszn
 
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Messaggio Re: La Ferrovia Del Casentino 
 
Ciao e benvenuto innanzitutto.
Una domanda, visto che sei della zona. Mi sapresti indicare quali treni NON sono effettuati col Minà?
 



 
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Messaggio Re: La Ferrovia Del Casentino 
 
Aln 668 1700 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ciao e benvenuto innanzitutto.
Una domanda, visto che sei della zona. Mi sapresti indicare quali treni NON sono effettuati col Minà?


Grazie per il benvenuto. Per Minà intendi il Minuetto vero?    Bhè, sull'orario pubblicato è riportata anche la dicitura "Elfo" se il servizio è effettuato da tale materiale. I festivi circolano solo i Minuetti su entrambe le linee (Arezzo-Sinalunga e Arezzo-Stia).
Se non li trovi on-line eccoteli QUI
 




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Messaggio Re: La Ferrovia Del Casentino 
 
Grazie!
Comunque, sì, intendevo i Minuetti... Volevo scrivere Minù...   
 



 
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