Tale ferrovia venne aperta nel Gennaio 1925 e gestita dalla SAIF Società Anonima Industriale e Ferroviaria del Gruppo Montecatini, concessionaria delle attività estrattive della Valle Imperina. Il tracciato aveva inizio presso la stazione FS di Sedico-Bribano, sulla linea Belluno-Feltre-Montebelluna-Padova e proseguiva verso Agordo per una lunghezza di ben 28,5 km sino a raggiungere Agordo (611 m. s.l.m.) dopo aver toccato Sedico-Landris, Roe, Mas-Sospirolo, Peron, Stanga, La valle-Rivamonte e Muda. Tale ferrovia era a scartamento ordinario, aveva pendenze massime del 32 %mille, velocità massima 40 km/h, ed era elettrificata a 2400 v c.c. La ferrovia era principalmente utilizzata per il trasporto merci, ma non mancarono corse passeggeri tra le quali anche alcune dirette Padova-Agordo effettuate con automotrici FS durante gli anni cinquanta. Il giorno 16 Novembre 1955 dopo appena un trentennio di vita, termina la breve avventura di questa ferrovia, legata nel bene e nel male alle Miniere della Valle Imperina, al tempo oramai al tracollo e chiuse sette anni dopo, nel 1962.
Ma c'è un tempo per ogni cosa: tutta l'area estrattiva delle Miniere di Valle Imperina sta tornando al suo antico splendore come futuro Museo della Valle e Centro di Accoglienza per i visitatori della Valle e del Parco Naturale delle Dolomiti. Presto la struttura sarà nuovamente agibile ed in tale ottica un trenino tornerà a farsi vedere nella bella valle del torrente Cordevole: nel 1958, in seguito alla chiusura della linea veneta, i quattro locomotori Lb 1/4 vennero trasferiti a Rho presso uno stabilimento Montecatini e successivamente ceduti e revisionati per conto di LFI La Ferroviaria Italiana di Arezzo. Col passare del tempo, una delle quattro macchine ovvero la capostipite Lb 1,nel frattempo ristrutturata e ricostruita come EDz 11, rimase accantonata per circa 15 anni presso la FERVET di Castelfranco Veneto (dal 1988 al 2002 c.ca) per poi quindi essere acquistata per circa 4.500€ dalla Comunità Montana Agordina. Fervet ha iniziato nell'Aprile 2003 il restauro a fini monumentali, durato poco più di sette mesi, in seguito al quale pare sia programmato il trasferimento presso il Centro Visitatori di Valle Imperina, luogo nella quale però non è ancora giunta poiché non è stata assolutamente vista dal sottoscritto nella recente visita. Considerando che il centro è ancora interessato da lavori edili di ristrutturazione, sarebbe bello sperare di vederla di nuovo "a casa" per celebrare gli 80 anni trascorsi dall'apertura della linea e nel contempo i 50 trascorsi dalla soppressione.
La stazione ferroviaria di Agordo sopravvive ancora oggi come Ufficio Postale. Alle spalle dell'edificio si sviluppava il piazzale ferroviario mentre la facciata ritratta ancora oggi conserva l'aria da stazione, grazie anche alla "greca" posta sotto il tetto, riconoscibile anche in cartoline dell'epoca.
A valle, dall'altro capo della Ferrovia si conserva anche il Fabbricato di Sedico-Bribano, situato ad una decina di metri da quello delle FS Ferrovie dello Stato, oggi RFI. In questo caso ci troviamo dal lato binari, mentre in primo piano emerge ancora un binario abbandonato dello scalo ferroviario merci FS. Grazie allo scartamento ordinario i carri merce potevano proseguire sulla rete nazionale, mentre per solo negli anni cinquanta si poterono osservare automotrici FS dirette Padova-Agordo.
In uno dei punti più stretti e caratteristici della valle d'Agordo sopravvive ancora una galleria della vecchia linea ferroviaria ricavata direttamente nella roccia. Il casello della località detta "La Muda" probabilmente fungeva anche da fermata, l'unica presente su tutta la linea dato che tutti gli altri impianti erano vere e proprie stazioni.
Lungo la strada tra Sedico ed Agordo si sono conservati diversi caselli ferroviari: alcuni risultano abbandonati, altri abitati, altri ancora, come questo ritratto, si conservano ancora relativamente bene, dopo aver osservato il cambiare del mondo da ben ottanta anni. Purtroppo non rimangono tracce evidenti del servizio ferroviario (progressive kilometriche etc etc)
Fonte: Alessio Pedretti


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